da La Repubblica del 15/01/2011
Benvenuta "Alma la Verde" informale, domestica e easy di LUCA IACCARINO
Sul "principale esponente dello schieramento editoriale a noi avverso" - per parafrasare il surreale Veltroni della campagna elettorale - qualche giorno fa leggo di una nuova apertura a San Salvario (tanto per cambiare). Un posto che pare simpatico, da neo-madame-pop: un negozio che vende piante e oggetti, che dà consulenze su arredi verdi, giardinaggio eccetera e che in più ristora i propri visitatori con colazioni, pranzetti, merende, tè e torte. Il progetto sulla carta un po´ mi ricorda altre cose viste in giro per l´orbe terraqueo, un po´ il vicino Floris House di via Cavour, molto chic, molto da sciure, molto up. Invece, quando arrivo in via Baretti mi ricredo: tutto quello che sorge nel quadrilatero tra Marconi, Vittorio, Nizza e Madama ha una cifra precisa, giovane, informale, easy-listening.In effetti "Alma la verde" sono tre luminose stanze angolari (all´incrocio con Principe Tommaso) ingentilite da un pavimento d´un verde squillante, da sedie rosa in ferro battuto, da piante, piante, e ancora piante, da lampade colorate, da un po´ di oggetti e quadri dal sapore inglese. Il tutto ha un´aria tranquilla, semplice, tra l´arboreo e il silvestre, magari un po´ freddina. Solo a pranzo si può scegliere tra qualche piatto essenziale. Mio figlio Edoardo, ancora privo di denti, si accontenta di ciucciare un panino. Mia moglie Lisa ed io prendiamo: una zuppa di verdure (euro 5,50), uno spezzatino alle olive con broccoli (7), una torta di verdure (5), un´insalata mista (4), due creme di yogurt con kiwi e nocciole (3,50x2). Due considerazioni: la cucina più che casalinga è domestica, cioè, seppur fresca, piuttosto priva di mestiere; il conto alla fine tocca i 20 euro a testa che a pranzo, in quartiere, è cifra da ristorante con i contro-attributi. Ma diamogli il tempo di rodarsi, nessuno nasce imparato.
Alma la verde-Giardini e cucina. Aperto solo a pranzo (e per merenda). Chiuso lunedì.