via Ormea, 34
Immediatamente dopo la morte dell’architetto Carlo Mollino, avvenuta nel 1973, la Facoltà di Architettura acquisì lo sterminato materiale ritrovato nel suo studio grazie a Giovanni Brino.
Da allora l’Archivio Mollino è uno dei nuclei maggiormente studiati della Biblioteca Centrale di Architettura del Politecnico.
Mentre circa i 1500 volumi che ne costituivano la biblioteca personale sono stati inglobati al corpus della biblioteca universitaria, il resto del materiale documentario è stato sistemato in questo settore separato.
I settori principali dell’Archivio sono: progetti, corrispondenza, scritti e fotografie. La minuziosa documentazione che Mollino ha lasciato testimonia la straordinaria varietà dei suoi interessi e le molteplici sfaccettature della sua ricerca. La fotografia non fu soltanto un passatempo per Carlo Mollino, ma costituì mezzo espressivo, strumento della fantasia e del progetto. La consultazione di pellicole, lastre, stampe e diapositive (agevole, poiché buona parte dei negativi sono stati riprodotti in stampe a contatto) rivela un uso della fotografia mirato a fissare per la memoria testi, immagini, citazioni importanti in un’epoca in cui la fotocopiatura non era di uso corrente.
Tra il resto del materiale consultabile, si trovano ritagli, schizzi, appunti, manoscritti sbiaditi, fragili fogli di carta trasparente. Preziosi e curatissimi sono i suoi taccuini, che riportano che riportano notazioni di titoli e autori: le citazioni si alternano a osservazioni e riflessioni.
Di particolare interesse è infine la corrispondenza. La raccolta, che copre gli anni compresi tra il 1934 e il 1973, testimonia amicizie famigliari, con artisti e colleghi, oppure brevi rapporti intensissimi su un interesse in quel momento prevalente, come per esempio l’automobilismo e l’aeronautica da competizione.
Anche la pubblicazione delle sue opere architettoniche è stata sovente occasione di rapporti epistolari.
Solo una parte del materiale è catalogato on-line, il restante è su catalogo a stampa.